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Earth Day: un giorno per cominciare a lenire le ferite inflitte al nostro pianeta

È questo l’obiettivo della Giornata Mondiale della Terra. Giunta alla 48ma edizione, mobilita ormai oltre un miliardo di persone nei 193 paesi dell’Onu

Il 22 aprile è stata celebrata in ogni paese la  Giornata della Terra . Quest’anno tutte le iniziative erano concentrate sulla necessità di cambiare radicalmente il nostro comportamento nei confronti della plastica. Il suo aumento esponenziale infatti, ce lo dicono gli scienziati, sta gravemente minacciando la sopravvivenza del nostro pianeta.

Pensate che nell’ Oceano Pacifico , tra la  California  e le  Hawaii , galleggia una mostruosa isola di plastica grande tre volte la  Francia . Ogni minuto finisce in mare l’equivalente di un carico da camion: 8 milioni di tonnellate in un anno. E sulla terra, ovunque, l’indistruttibile plastica avvelena il suolo e l’acqua, soffoca e intossica animali e piante, entra nella catena alimentare e finisce nei nostri piatti.

Edizione dopo edizione, l’Earth Day ci ha fatto riflettere su temi che non possono più essere posposti: il cambiamento climatico, la distruzione degli ecosistemi, l’inquinamento di acqua, terra e aria, la deforestazione, l’estinzione di specie animali e vegetali, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili e molto altro ancora, purtroppo.

La prima Giornata della Terra è stata celebrata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità di tutelare le risorse naturali. Poi, di anno in anno, le iniziative si sono moltiplicate, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone e di paesi.
Oggi l’Earth Day è la più grande manifestazione ambientale del pianeta: una giornata in cui più di un miliardo di cittadini del mondo distribuiti in 193 paesi dell’ Onu  si uniscono, attraverso 22mila organizzazioni, per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia.

I confini geografici non hanno davvero alcuna importanza quando si tratta di preservare la vita di questo meraviglioso pianeta. Perché tutto ciò che vive è interconnesso con tutto.

È ciò che dice anche  Jane Goodall , la famosissima antropologa britannica che ha dedicato più di 55 anni di ricerca alla vita sociale degli scimpanzé.
La studiosa ha prestato il suo volto e la sua voce, apparendo nel poetico doodle che Google ha dedicato all’Earth Day 2018, e che potete vedere qui sotto.

Vi saluto con le sue belle e importanti parole:

“Nella foresta pluviale si impara che tutto è interconnesso e che ogni piccola specie, anche quando sembra insignificante, ha un ruolo da svolgere nell’affresco che costituisce la vita. Ogni singolo individuo conta, ogni individuo ha un impatto sul pianeta ogni giorno. E sta a noi decidere che tipo di impatto vogliamo avere.”

                                                                            Niccolò

Cliccate sull’immagine per vedere il doodle.

 

Earth Day

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