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Ecco perché nella mia tesi ho deciso di evidenziare il “caso Branca”

Francesca Altomare è una consulente aziendale e Insegnante Mindfulness che, qualche mese fa attraverso un commento sul blog, mi aveva fatto sapere di avere messo la Branca Distillerie al centro della sua tesi di master.
In seguito, accettando il mio invito, Francesca ha messo per iscritto le motivazioni che l’hanno portata a fare questa scelta durante il suo percorso accademico.
Ecco il suo racconto, caldo e vero, che mi ha appena spedito per la condivisione sul blog.
Se siete interessati ad approfondire – e io ve lo consiglio – sarete condotti alla lettura del PDF cliccando, in fondo all’articolo, sull’immagine della tesi di Francesca.

                                                                                                         Niccolò


Se qualcuno, 25 anni fa, mi avesse detto che un giorno avrei scritto una tesi di fine master dove le parole business, spirito e meditazione avrebbero trovato posto nella stessa pagina, probabilmente non ci avrei creduto.
Circa 25 anni fa appunto, al termine degli studi universitari, cominciava il mio lavoro di manager in alcune multinazionali americane. Iniziava quindi un percorso in azienda che mi avrebbe portato a viaggiare, a ricoprire vari ruoli in diversi settori e con diverse responsabilità. Contemporaneamente, di fatto nello stesso anno, incontravo la meditazione e il mio maestro spirituale.

Aveva inizio così il mio percorso di ricerca personale che è passato attraverso varie tappe. Dalla Meditazione Yoga, alla Psicosintesi, al Buddismo Theravada al Reiki. Tutti percorsi che si sono Ecco perché nella mia tesi ho deciso di evidenziare il "caso Branca”affiancati uno dopo l’altro, come perle di una collana, permettendomi di lavorare giorno dopo giorno sull’autoconsapevolezza e toccare il centro di me stessa.
Come manager serbavo nel mio cuore il desiderio di integrare queste dimensioni umanistiche all’interno di una leadership manageriale e operare quindi una sintesi di mondi apparentemente lontani. E che tutto questo andasse a beneficio mio e delle persone, o delle organizzazioni, intorno a me.
Si trattava però di un intento personale, mai condiviso apertamente in azienda. Un intento che portavo avanti quasi in segreto: parlare di meditazione e di consapevolezza in quel contesto, dove i modelli di leadership di successo erano basati su competizione e aggressività, sarebbe stato percepito come qualcosa di antietetico al raggiungimento degli obiettivi aziendali stessi.

Solo molti anni dopo, i tempi sono maturati, nel mondo aziendale sono apparsi concetti come intelligenza emotiva, resilienza, soft skills, etc.
Piano piano si è iniziato anche a capire che, in un contesto economico così sfidante, i vecchi modelli di leadership non solo fossero inadeguati, ma addirittura nocivi al raggiungimento dei risultati stessi di medio-lungo termine.
Ho quindi conosciuto e iniziato a studiare la mindfulness, il protocollo MBSR e la sua applicazione in aziende e organizzazioni.

È stato così che ho conosciuto la bellissima testimonianza dell’azienda “Distillerie Branca”.
A fine corso per insegnanti Mindfulness, volevo preparare una tesi viva, vera. Calata, cioè, non solo sulla mia esperienza professionale, ma sul caso di un’azienda italiana che era riuscita, in modo autentico, a portare la consapevolezza nel DNA librodell’azienda stessa e a operare quella mirabile sintesi tra spirito e materia che da anni sognavo.

Un giorno al termine di una lezione, la mia relatrice mi parlò del libro di Niccolò Branca e io, entusiasta, mi accinsi ad acquistarlo nottetempo su internet.
Con mia grossa delusione, scoprii purtroppo che il libro “Per fare un Manager ci vuole un fiore” era esaurito, anche in tutte le librerie, e in fase di ristampa.
Decisi a malincuore di cambiare il titolo della tesi e lavorare su altro, ma la storia delle Distillerie Branca e i video che avevo ascoltato su You Tube, continuavamo a ritornarmi in mente.
Tale era la risonanza con la mia storia personale e professionale, l’autenticità che sentivo nelle parole di Niccolò Branca e, soprattutto, le sfide di business, superate dall’azienda con successo grazie alla consapevolezza e a un nuovo modello di leadership consapevole (al contrario di come avevo, aimè, visto fare in anni di azienda), che non potevo non considerare questo richiamo del cuore.

Una mattina, arrivò l’illuminazione: a Roma abbiamo una biblioteca Nazionale, dove sono depositati

Ecco perché nella mia tesi ho deciso di evidenziare il "caso Branca”
Biblioteca Nazionale di Roma

tutti i libri! Fu così che iniziai un pellegrinaggio quotidiano alla bellissima biblioteca di Roma.
Andavo ogni giorno a leggere e studiare un nuovo capitolo del caso Branca, con la sensazione di essere di fronte ad un caro amico che mi raccontava con intimità la sua storia. E andavo ogni giorno perché, Foto Tesiessendo l’unica copia in deposito, non era possibile il prestito.
Ma col tempo il mio entusiasmo aumentava, la mia tesi prendeva forma, e la sensazione di familiarità, ammirazione e quasi incredulità, cresceva.
Non riuscivo a credere che in Italia esistesse un’azienda dove tutto quello che avevo sempre ipotizzato non solo fosse reso possibile, ma fosse realtà quotidiana. Un’azienda come la Branca dove: Economia della Consapevolezza, profitto ed etica, bene comune, azienda come organismo vivente, etc, fossero alla base della filosofia e delle scelte aziendali.

Ho presentato e discusso la mia tesi il 16 settembre 2017.
Ricordo l’emozione e l’ansia di quel giorno, non solo legata alla paura dell’esame. Mi chiedevo: “riuscirò a trasmettere alla platea che ho davanti (circa 25 persone tra docenti e colleghi di corso), l’essenza profonda del percorso personale e aziendale della Branca”?
Dal silenzio nella sala, dagli sguardi elettrizzati dei colleghi e da tutte le domande che mi sono state fatte, credo che i valori e la storia di questo caso di eccellenza italiana, siano arrivati dritti al cuore e alla mente di ognuno.
E, ne sono sicura, è anche passata la certezza che un modo diverso di fare azienda è possibile, ed esiste.

                                                                                     Francesca Altomare


Ecco perché nella mia tesi ho deciso di evidenziare il "caso Branca”
Photo: By Sofia Artuso

Francesca Altomare ha lavorato come manager di aziende multinazionali per più di 20 anni, ricoprendo ruoli di responsabilità nel customer service, supply chain e vendite. Ha iniziato giovanissima a studiare e praticare meditazione e yoga viaggiando in India, in America e in Europa.
Dal 2015 lavora come consulente aziendale e si è formata come Insegnante Mindfulness e protocollo MBSR presso il CISM, con una tesi sul “Caso Branca”.

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