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Pubblico volentieri, per condividerlo con tutti voi, l’articolo che Patrizia Fagnani mi ha inviato sull’utilizzo di questa tecnica nel coaching aziendale.

Niccolò

Il Focusing è una sorta di conversazione tra una sensazione somatica, del corpo (felt sense) e una parte più cognitiva.
In effetti il termine Focusing può essere fuorviante:  e probabilmente  Gendlin ha coniato il termine Focusing rispetto a questo “portare l’attenzione”, questo “mettere a fuoco” il felt sense.

Attivare un processo di focusing, dopo un primo allenamento, è più facile che parlarne e per questo riporterò le parole di Gendlin (allievo di Carl Rogers) che ha appunto sviluppato  questo approccio esperienziale.

La considerazione alla base del Focusing è che ciò che ci accade (nel suo complesso!) ha sempre un margine non risolto, un senso che va al di là della nostra possibilità di comprensione cognitiva e emotiva:

  1. l’esperienza ha un margine più complesso di quanto si possa dire o sentire: questo margine  e fonte del disagio si trova nel nostro corpo
  2. il contatto, la percezione diretta di questa  sensazione  fisica, somatica   (“felt sense”)  di un accadimento, di un disagio è possibile  attraverso un processo di “focusing” (prestare attenzione all’esperienza somatica). Il Focusing o, meglio, il felt sense inteso come sensazione globale di ciò che sentiamo è diverso dalll’emozione, che ne è solo una parte!
  3. i passi di cambiamento nascono dal felt sense perché il  vero cambiamento è un’alterazione del modo di percepire il problema a livello corporeo.

In altre parole: Pensieri ed emozioni  costituiscono la nostra “esperienza” per interpretare gli accadimenti della nostra vita. E’ però  la risonanza  nel nostro corpo, la verifica dell’effetto somatico di quell’accadimento (felt sense) che provoca il movimento del cambiamento (felt shift) (Gendlin).

L’atto del focusing  viene insegnato (in questo senso il Focusing è un processo di auto-sviluppo) attraverso 6 movimenti:

  • Creazione di uno spazio
  • L’attenzione alla sensazione sentita del problema (lasciando andare le interferenze della mente .. .in questo senso mi è parso potesse avere qualcosa di simile al processo meditativo)
  • “trovare” un simbolo, parola per dare la qualità della sensazione sentita (felt sense)
  • “sentire” nel corpo se la parola, l’immagine (simbolo) della sensazione sentita è quella che il corpo riconosce (verifica interna del simbolo “appiglio”)
  • Stare con la sensazione sentita, con una sorta di “interrogazione” che non è una domanda/risposta a livello cognitivo ma a livello corporeo (sempre verifica interna)
  • Accoglienza

importante precisazione: si  impara a relazionarci con la nostra sensazione sentita non con il nostro corpo!

Imparare a focalizzare significa entrare in contatto con quella sensazione che nasce come un qualcosa di indefinito: la avvertiamo ma non siamo capaci di entrare in relazione con lei, la nascondiamo (magari lasciandoci sopraffare da forti emozioni) oppure la mettiamo da parte.

Io sono convinta che Il Focusing possa davvero essere una risorsa importante in Azienda perché:

  • è  fonte di  benessere personale, sbloccando la saggezza del nostro corpo; è capacità di auto-miglioramento    (training per imparare a focalizzare anche da soli)
  • associata alle tecniche e agli obiettivi del percorso di coaching, orientato all’attivazione di nuovi comportamenti e atteggiamenti, dà una forte accelerazione nella generazione di cambiamento e consapevolezza (percorso di coaching a orientamento focusing)

I vantaggi per la persona (e quindi per l’organizzazione) sono soprattutto:

  • nella presa di decisioni più sentite e consapevoli  (perché non basta valutare solo gli aspetti cognitivi e le emozioni associate);
  • nelle relazioni, grazie allo sviluppo di consapevolezza;
  • nell’attivazione di  un processo di cambiamento duraturo e sostenibile, con armonizzazione tra il sentire, il pensare e l’agire
  • per sviluppare la capacità di resilienza

Mi è capitato di parlare del Focusing con Responsabili Risorse Umane: alcuni lo hanno considerato interessante, altri hanno dichiarato che il Coaching a orientamento Focusing è sicuramente più “facile” da introdurre rispetto al vero e proprio Training (che hanno visto come Percorso maggiormente “personale” e non aziendale) …  ma nessuno ha poi deciso di rendere disponibile il Percorso ai propri manager …

Patrizia Fagnani

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