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La passione come motore della vita

Quando il  Museo Fratelli Cozzi  mi ha chiesto di portare la mia testimonianza nel corso di una serata dal titolo “Appassionati”, vi confesso che ha attirato immediatamente la mia attenzione.
Passione, infatti, è una parola-chiave nel glossario che dà forma alla quotidianità di ogni imprenditore. Non l’unica, certo, perché si accompagna sempre a energia, coraggio, determinazione, fiducia, speranza, resilienza. Ma la passione – l’amore per le cose fatte sempre bene e con grande cura – è probabilmente ciò che fa scattare la scintilla che accende di luce anche tutto il resto.

Così, accettando l’invito, ho avuto modo di condividere con la scrittrice  Filomena Pucci , un evento di grande interesse: il decimo anniversario di  Woman in Power . Il progetto che, dalla nascita, ha lo scopo di valorizzare le donne in ambito economico, politico, sociale e culturale.

Da oggi Woman in Power guarda al futuro. Perciò, proprio aprendosi a un futuro di inclusione, ora si rivolge in ugual misura a uomini e donne, e lo fa con una particolare attenzione verso gli studenti. Per questo, dall’anno scorso, Woman in Power ha iniziato anche l’esperienza dell’alternanza scuola lavoro, condividendo con i ragazzi cultura, azione, creatività, capacità organizzativa, flessibilità. Perché, crescendo, tutti loro possano diventare uomini e donne straordinari, attori consapevoli del proprio tempo.

La serata che, in effetti, tra il folto pubblico ha visto la partecipazione di molti studenti, è stata introdotta da  Elisabetta Cozzi , insieme al padre Pietro e a  Laura Defendi , moderatrice, alla presenza dell’assessore alla cultura di Legnano,  Franco Colombo .

E a proposito di passione, la sede stessa dell’evento è l’esempio di una passione così indistruttibile che è riuscita a dar vita a un sogno.La passione come motore della vita
 Pietro Cozzi,  infatti – fondatore a Legnano della storica concessionaria dell’ Alfa Romeo  – mosso dalla passione per il marchio ha sempre conservato un esemplare di auto per ogni modello prodotto dal 1950, scegliendo tra gli allestimenti più significativi e le serie speciali. Ed è stato grazie a questa costanza e a questo entusiasmo che, nel 2015, la sua collezione privata è stata trasformata in un vero museo, aperto al pubblico.
Le automobili esposte, tra cui spiccano perfino due pezzi unici al mondo, sono suddivise in berline, coupé, spider e, indubbiamente, rappresentano un patrimonio importante per la storia dell’automobile italiana.

Il Museo Fratelli Cozzi è uno spazio suggestivo e duttile, che oggi si presta anche ad accogliere eventi privati, culturali e aziendali.
Così, in questo vivace contesto, una decina di giorni fa ho presentato il mio libro “ Ritorno al cuore – Taccuino per viaggiatori consapevoli ” e ho avuto modo di raccontare alcuni passaggi fondamentali della mia esperienza imprenditoriale.

Nel corso della serata ho condiviso l’attenzione del pubblico con la scrittrice Filomena Pucci, che, con partecipazione, ha raccontato la propria storia.
Autrice di contenuti televisivi, un giorno ha deciso con grande coraggio di seguire la passione per la scrittura. Un percorso a volte difficile, pieno di momenti di sconforto, ma anche di consapevolezza che l’ha portata, dopo qualche tempo, a collaborare con il Corriere della Sera e a scrivere “ Appassionate ”.
In questo suo primo libro, Filomena racconta le storie di donne imprenditrici che sono riuscite a trasformare la loro passione in lavoro, partendo dall’assunto che “quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio”.
Un assunto che, mi auguro, sia di spirazione anche a tutti voi.

Come sempre, condivido qualche immagine dell’evento.

                                                                    Niccolò

 Filomena Pucci, Elisabetta Cozzi, Niccolò Branca e Pietro Cozzi
Filomena Pucci, Elisabetta Cozzi, Niccolò Branca e Pietro Cozzi
Pietro Cozzi, Filomena Pucci e Niccolò Branca
Pietro Cozzi, Filomena Pucci e Niccolò Branca

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