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Oggi la pioggia sembra impregnare ogni cosa che tocca. Da tempo fitta e costante, riveste Milano con una patina di umida, grigia monotonia.
So che a molte persone, in giornate come questa, verrebbe solo voglia di rintanarsi in un luogo riparato. Io invece, nei miei percorsi a piedi, con la pioggia o con il sole cerco spesso di attraversare un parco.
E non me ne pento mai.
Trovo sempre appagante poter osservare il cambiamento delle stagioni, il mutare dei colori delle foglie, il comportamento dei diversi piccoli animali che vivono nei parchi cittadini. E ogni volta è una sorpresa.

Come dico spesso, non ci sono cose di per sé positive o negative: siamo noi a decidere che interpretazione dare a un’esperienza, e non di rado prima ancora di averla vissuta.
Così, farsi sorprendere piacevolmente da una breve passeggiata nel parco in un giorno piovoso, spesso dipende solo dalla nostra disponibilità a osservare ciò che abbiamo intorno a noi. Dalla nostra apertura a cogliere e accogliere ciò che accade di fronte al nostro sguardo.

Proprio come succede ora con questa bambina, intenta a infrangere la propria immagine riflessa in una pozzanghera.
Con il suo piedino pesta con tutte le sue forze su quell’altra se stessa che la guarda dall’acqua. E preme, preme instancabilmente, come se volesse far uscire tutto il liquido della pozza e forse anche l’immagine che ne è riflessa.

Il resto della famiglia ha già varcato il cancello d’uscita e la sollecita dal marciapiede. Il padre, sempre più esasperato, la chiama ripetutamente, senza successo. La madre, spazientita, ora grida con voce stridula di raggiungerla subito.
Ma lei, niente.
I fratellini la osservano in silenzio, sgomenti per la sua noncuranza di fronte agli energici richiami dei genitori.

Ma no, quella bambina non è maleducata, e tanto meno disubbidiente. È solo completamente, pienamente Attenta, presa da ciò che sta facendo.

Quanta bellezza, quanta bellezza in questa Attenzione.
Se solo i genitori potessero rendersi conto di quale prezioso tesoro appartiene alla loro piccola in questo momento, non sbraiterebbero così.
Quanta ricchezza c’è, nel vivere appieno il Presente.

Quando c’è Attenzione c’è Presenza, e questo dà vita a una differente energia.
Si mette in moto l’energia della consapevolezza profonda, che è parte stessa dell’amore.

Da questa dimensione, il pensiero si sviluppa direttamente dal cuore.
Questa è la ragione per cui non è più necessario compiere le consuete verifiche: depositare sul cuore il prodotto della mente, accertarci che questo non porti a divisioni e conflitti, che dia vantaggio anche agli altri e non solo a noi stessi.
Non è più necessario perché ora abitiamo in un’altra dimensione, che non è più quella dell’ego, ma quella dell’Attenzione.

La dimensione dell’Attenzione è una dimensione spirituale. E in questa dimensione il pensiero si sviluppa direttamente dal cuore.

L’Attenzione è libera, spaziosa, luminosa. Non ha un centro, come la concentrazione.
Quest’ultima implica un coinvolgimento attivo della mente e si basa su un’imposizione: devo concentrarmi. L’Attenzione, invece, è uno stato sensoriale: sono Attento con tutto me stesso, con ogni parte di me.
Non c’è sforzo, solo Presenza.

La Presenza ha sempre un fedele alleato, il respiro. Veloce, lento, profondo, superficiale, poco importa: il respiro non va mai modificato o controllato. Ciò che conta è osservarlo e lasciarlo libero: è il respiro che respira in noi.
Allora, così come accade con la meditazione, si ritrova l’unità. Non ci si sente più divisi, ci si sente tutti insieme.

L’Attenzione è pura, infinita (quell’infinito che è dentro e fuori di noi…), illumina tutto e ci porta a essere in intimità con tutto e con tutti.
Quando si è in intimità non ci sono più divisioni, conflitti.
Perché da questa Attenzione non giudicante, saggia, infinita e luminosa, nasce un’azione dal cuore che unisce.

Niccolò

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2 comments
  1. Giorgio Mascitti says:

    Attenzione è Presenza.
    Essere Presenti richiede Energia.
    L’Energia, direi per tutti noi ma mi limito a dire per molti di noi, non è infinita come l’Amore, è finita.
    O, meglio, è finita nel tempo, ma si rigenera infinitamente.
    E allora la sfida è diventare incisivi: così che si possa dedicare la propria Energia ad essere Presenti su più fronti… fra due ricariche di Energia successive!

    • Niccolò Branca says:

      Caro Giorgio,
      quando dimoriamo nella Presenza Consapevole, nell’Attenzione, generiamo un tipo di energia completamente diversa.
      Una forma di energia che è già in noi, ma si mette in moto solamente quando c’è questa tremenda Attenzione che spazza via tutto.
      Allora andiamo incontro alla vita animati da questa Presenza Consapevole, che va al di là del pensiero, dei condizionamenti, della memoria, del conformismo.
      Questa forma di energia è Luce che illumina tutto ciò che tocca e, come la luce di cui abbiamo tutti esperienza, è benefica.
      Perché quando cade sul il bello e sul buono, la gioia che questi producono diventa sempre più grande. Ma anche quando cade sul dolore e sulla sofferenza ha un effetto “illuminante” e, accogliendoli in un caldo abbraccio, contribuisce a scioglierli.
      Questa energia è l’energia che ci salverà.
      Ecco perché è fondamentale sviluppare L’Attenzione, la Presenza Consapevole.
      Un caro saluto

      Niccolò