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Ci sono momenti della vita in cui tutti sperimentiamo inconsapevolmente lo “stare nel fluire“. Sono momenti in cui tutto scorre, in cui la nostra mente è attenta e rilassata, in cui tutto sembra andare per il verso giusto. Comunemente li definiamo “momenti magici“, forse perché ci rendiamo conto della loro sporadicità, della loro perfezione.

Quando stiamo nel fluire siamo in uno stato naturale in cui tutti gli aspetti della mente, le emozioni e le percezioni corporee si allineano su un’unica frequenza, possiamo percepire uno stato di interezza psico-fisica e ogni parte si esprime al suo meglio: la mente è lucida e focalizzata, le emozioni ci donano la loro forza positiva e il corpo è leggero e armonioso.

Ci sentiamo noi stessi al cento per cento e possiamo interagire con la realtà perché ci sembra di vederla più chiaramente. Le relazioni con gli altri, le decisioni che prendiamo, le cose che facciamo, tutto scorre, non c’è più paura di sbagliare, non ci sentiamo soli, non ci sono ostacoli o difficoltà, solo esperienze. Mi viene in mente l’immagine di un fiume che scorre, l’acqua fluisce, passa intorno ai sassi, forma cascate, scende verso valle, incessantemente.

Ma perché non stiamo sempre così?

In effetti, se questo stare nel fluire fa parte di noi e se tutta la nostra vita potrebbe essere un “momento magico”, come mai non accade? Quando ci facciamo queste domande è come se qualcosa si fosse risvegliato, è come se riuscissimo a vederci da fuori, a osservarci.

Magari possiamo guardare meglio e scoprire che ci sono diverse cose che inconsapevolmente ci condizionano e che interferiscono con ciò che possiamo essere. Possiamo provare nel nostro piccolo a cambiare, giorno per giorno, riducendo le interferenze, fino a che non risentiremo di nuovo quella sensazione di interezza che ci piace tanto e che ci fa vivere meglio.

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