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476 comments
  1. Niccolò Branca says:

    Rispondo ad Alberto (che per errore ha postato il proprio commento sotto il thread di Matteo) e a tutte le persone che hanno posto domande sulla reperibilità del mio libro “Per fare un manager ci vuole un fiore”.

    Caro Alberto,
    la terza edizione di “Per fare un manager ci vuole un fiore” avrebbe dovuto essere pubblicata già all’inizio di questo mese. Purtroppo la pandemia ha influito pesantemente sugli appuntamenti e le lavorazioni in corso.
    Ho però il piacere di annunciarti che il libro, edito da Marco y Marcos, sarà effettivamente distribuito fra poche settimane.
    Non appena avverrà, ne darò annuncio su questo blog.
    Ti ringrazio molto per il tuo interesse e ti mando un caro saluto

    Niccolò

  2. Matteo Garlet says:

    Gentile Dott. Branca,
    sono uno studente al terzo anno di Economia e Gestione Aziendale in Cattolica. Lo scorso autunno ho visitato la Collezione Branca nello stabilimento di Milano e ne sono rimasto estasiato. La storia di Fernet Branca mi è entrata nel cuore.
    Sono rimasto così colpito da pensare di poterla portare come esempio nella mia Tesi triennale, con cui desiderei partecipare alla sessione di luglio. L’argomento di essa riguarderebbe, infatti, l’internazionalizzazione come strumento per affrontare la crisi e, anche in virtù di quanto letto nella Sua intervista al Corriere Della Sera dello scorso gennaio, l’esempio Fernet Branca mi sembrava perfetto.
    Poichè mi piacerebbe portare una buona trattazione di una realtà che mi appassiona come la Vostra, vorrei chiedere, con permesso, se per caso poteste darmi una mano per approfondirne qualche aspetto: sarebbe un grande aiuto per me e Ve ne sarei veramente grato. Non si tratterebbe di un impegno particolarmente complesso, bensì di un arricchimento di alcuni aspetti che sarebbero coerenti con il tema. In tal senso, ho anche acquistato il Suo libro “Branca: sulle ali dell’eccellenza”. Chiaramente, come mi è stato accennato, comprendo le difficoltà dovute alle condizioni in cui ci troviamo, anche dal lato comunicativo, ma resto comunque a Vostra disposizione.
    Mi perdoni per il disturbo,
    con stima e ammirazione
    Le porgo i miei cordiali saluti,
    Matteo

    • Alberto says:

      Buongiorno, sono alla ricerca del suo libro in versione cartacea “per fare un manager ci vuole un fiore” ma niente non lo trovo…il fatto è che mi è stato consigliato e quindi sarei molto curioso di leggerlo

    • Niccolò Branca says:

      Caro Matteo,
      sono felice che la Collezione Branca abbia provocato il suo entusiasmo, tanto da indurla a includere la storia dell’azienda nella sua tesi.
      Selezionare, mettere insieme ed esporre i pezzi della Collezione ha richiesto un lungo e attento impegno corale che ha significato il coinvolgimento di tutti noi e del cui risultato andiamo particolarmente fieri.
      Farò senz’altro in modo di farla contattare prestissimo al suo indirizzo email per affrontare i problemi relativi ai contenuti della sua tesi, per la quale le faccio sin da ora il più caloroso” in bocca al lupo!”.
      Un caro saluto
      Niccolò

      • Matteo Garlet says:

        Gentile Dott. Branca,
        La ringrazio per la risposta. L’impegno e la passione di cui Lei parla li ho proprio percepiti durante la visita: il risultato è un percorso bellissimo lungo tutta la storia aziendale che mi ha veramente stregato e per cui non posso che farVi i più sinceri complimenti.
        La ringrazio davvero per la grande disponibilità, attendo il Vostro gentile aiuto per l’approfondimento di alcuni aspetti legati all’azienda ed all’argomento trattato. Maggio sarà un mese fondamentale in cui dovrò scrivere la Tesi ed al contempo studiare per gli esami. Le sono molto grato. Immagino che il mio indirizzo mail Le sia visibile, ma qualora non sia così non appena me lo dirà provvederò immediatamente ad indicarlo.
        AugurandoLe una Buona giornata, rinnovo i miei saluti e Le rispondo con “crepi il lupo!”.
        Matteo

  3. Claudio Andrea says:

    Carissimo Niccolò, mi permetto perché pare preferisca essere chiamato così. Sono rimasto estasiato ed affascinato dalla sua intervista raccolta da Sebastiano Zanolli finita di ascoltare poco fa.
    L’ho scoperta solo ora ma sono grato di averla conosciuta e felice degli in-sights che ha voluto con-dividere con-vibrare con noi.
    Ho appena acquistato il suo libro “Ritorno al cuore” che mi pare possa aiutarmi ad approfondire la sua esperienza.
    Anche io a modo mio sto portando avanti un percorso di consapevolezza sempre più espansa. La forte co-vibrazione Con lei l’ho sentita a proposito della meditazione, proprio per dei momenti di riflessione su di me che mi sto concedendo e mi è dispiaciuto aver perso la opportunità di seguire i suoi incontri con il metodo Suryani a Milano dove abito. So e apprezzo che lei non voglia dare consigli ma se si sentisse di indicarmi qualche libro o qualche centro adatto per conoscere questo metodo ne sarei davvero felice. Comunque vada sono davvero lieto di aver conosciuto il suo essere. Io ho molti anni di esperienza nel trattamento delle acque di processo occupandomi sia della progettazione, che del monitoraggio e della vendita di questi servizi e se mai le potessero essere utili ne sarei lieto. Un caro saluto

    • Niccolò Branca says:

      Caro Claudio Andrea,
      sono io a ringraziare lei per le sue parole e per aver ascoltato con tanta attenzione la mia intervista.
      Luh Ketut Suryani è una psichiatra balinese che, nel difficile contesto indonesiano, ha sempre unito la meditazione alla più tradizionale pratica clinica e all’ambito accademico in cui opera.
      Ho avuto la fortuna di incontrarla più di trent’anni fa, mentre accennavo i miei primi passi lungo il percorso della meditazione e della Consapevolezza.
      Suryani mi accolse come suo allievo e, da allora, per me è stata – ed è anche oggi – un importante punto di riferimento.
      Non mi risulta che esistano pubblicazioni occidentali che descrivono il suo metodo di meditazione: insegnamento e trasmissione del metodo avvengono, come è stato per me, attraverso il contatto personale.
      Dispiace anche a me, Claudio Andrea, non averla potuta incontrare a Milano, in uno dei miei gruppi di meditazione. Temo, peraltro, che dovrà passare ancora molto tempo prima che questi appuntamenti possano essere ripristinati!..
      La incoraggio però a proseguire nel cammino che la sta conducendo verso la meditazione e l’autoconsapevolezza.
      Se vuole, legga anche “Economia della Consapevolezza” (il libro che ho pubblicato alla fine del 2019), in cui parlo in modo approfondito di entrambi gli argomenti.
      Poi, spero mi farà sapere le sue impressioni.
      Un caro saluto

      Niccolò

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