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Prepararsi alla ripartenza


Prepararsi alla ripartenza

Il 21 settembre sono intervenuto a “Lezioni di Business”, evento di alta formazione organizzato dalla società Performance Strategies

 

In settembre sono stato invitato a intervenire a “Lezioni di Business”, iniziativa della società Performance Strategies che, da dieci anni, organizza eventi di alta formazione sui temi più urgenti del momento, con lo scopo di ispirare manager, CEO e imprenditori nella trasformazione delle aziende.

Prepararsi alla ripartenza“Lezioni di Business” ha avuto in particolare l’obiettivo di fornire, attraverso i più autorevoli business thinkers, accademici, esponenti dell’impresa e dell’economia internazionale, gli insight e le strategie pratiche più utili per affrontare il prossimo periodo di ripartenza dell’impresa.
Così, il 21 settembre, il mio intervento è stato trasmesso in diretta online insieme a quello dell’esperta di economia comportamentale Zoe Chance, del CEO di CoveyLink Wordwide Stephen M.R. Covey, dell’antropologo Dipak Pant e dello psicologo Giuseppe Vercelli.

Prepararsi alla ripartenza

Durante il talk che mi ha coinvolto direttamente, il giornalista Sergio Luciano – direttore di Economy – ha esordito chiedendomi di provare a definire l’identikit di un nuovo leader, in sintonia con l’inedita situazione che stiamo vivendo.

Prepararsi alla ripartenza
Sergio Luciano, direttore di Economy

Credo che un vero leader debba sempre avere una chiara visione di quel che sta accadendo, perché non sempre la realtà è quello che sembra.
Ho avuto un’illuminante esperienza di questo in Argentina, quando ho dovuto affrontare le immense difficoltà di due default. E anche oggi posso dire che solo grazie a una chiara visione ho potuto prendere le decisioni che mi hanno permesso di salvare l’azienda.

Un leader deve però essere anche mosso da una forte motivazione e avere coscienza che ogni sua azione produce degli effetti.
Qual è la vera ragione che lo fa agire?
Solo delineando con profonda onestà ciò che anima le proprie azioni, un leader può incidere non solo sul destino di un’azienda ma anche sulla società che le sta intorno.

Un’altra fondamentale caratteristica della leadership è, a mio parere, la capacità di execution. Molti, infatti, sanno elaborare strategie. Ma ciò che è veramente essenziale è saperle mettere in atto fino all’obiettivo finale, fino a portare la barca in porto.

Infine, un’altra espressione chiave che collego direttamente alla leadership è quella di utile generativo.
Sono convinto che sia necessario uscire una volta per tutte dalla dicotomia che identifica come “buone” le aziende che non perseguono un utile, e “cattive” le aziende che lo perseguono.

Chiediamoci invece: con quali modalità viene generato l’utile?
L’Economia della Consapevolezza dimostra che il profitto può essere perseguito anche nel rispetto delle persone e dell’ambiente.

Solo se un’azienda prospera può poi investire in ricerca, sviluppo e innovazione. E, non ultimo, versare tutte le tasse, contribuendo in tal modo al benessere della società in cui opera.

A questo proposito, quando parliamo di sostenibilità spesso ci riferiamo solo all’ambiente. Credo invece si debba fare riferimento a una sostenibilità a tutto tondo.
In azienda è un percorso che ho iniziato io stesso, nel 1999, con l’adozione di un Codice Etico (e in Italia, a quel tempo, eravamo tra i primissimi a farlo…). Poi abbiamo introdotto l’Organo di Vigilanza, il Quarterly Report, l’ISO, il Bilancio Ambientale, il Codice di Sicurezza sul Lavoro, il Codice di Sicurezza Alimentare e Ambientale.
E oggi siamo giunti al Bilancio Sostenibile e di Consapevolezza.
Un concetto ampio, che fa riferimento a una sostenibilità a tutto tondo, come ho detto poc’anzi.
Una sostenibilità che ingloba in sé l’attenzione nei confronti di un benessere più allargato, da quello del territorio in cui l’azienda e insediata, fino a quello del consumatore finale.

                                                                Niccolò