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03Uno dei temi di cui si parla molto ultimamente è la tendenza a lamentarsi, forse ci colpisce particolarmente perché siamo in un periodo di crisi ed è proprio in momenti come questo che la mente collettiva si sofferma ad analizzare comportamenti che in tempi normali passano inosservati.

Dico questo perché ritengo in base alla mia esperienza personale che lamentarsi non sia un atteggiamento che nasce da un motivo reale, ma sia uno stato d’animo ben preciso legato alla maniera in cui ci rapportiamo con il tempo. Di cosa ci lamentiamo e perché?

Di qualcosa che prima era meglio, di qualcosa che ci sembra aver perso o che sembra ci abbiano tolto, di quello che ci aspettiamo dagli altri e da noi stessi e che non è come desideriamo.

Se ci pensiamo bene il lamentarsi prolunga l’effetto di un’azione passata o anticipa quello di un’azione futura, e il presente si riempie di echi che ci impediscono di udire il vero suono dell’istante che stiamo vivendo. È come l’effetto di un loop, una ripetizione continua, da cui è difficile uscire e che genera una propria vibrazione che si ripete all’infinito.

Stare nel presente con consapevolezza ci potrebbe aiutare a interrompere questo circuito, a stare in ascolto, a focalizzare su ciò che accade, in modo da comprendere il senso profondo del passato e liberare energie creative per il futuro.

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