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Valdano, Palazzo Festari, venerdì 21 febbraio 2014.  Niccolò Branca è inviato da Guanzi.net a presentare il proprio libro Per fare un manager ci vuole un fiore, dialogando sulla consapevolezza con Sebastiano Zanolli, scrittore e speaker motivazionale.

Leggiamo cosa ne pensa proprio Sebastiano Zanolli, che rinsu_graziamo per questo post:

Articolo di Sebastiano Zanolli

Sai quando hai la sensazione di conoscere da sempre una persona mai vista prima?
Beh.
Ecco quello che mi è capitato quando ho incontrato Niccolò.
In un bar fuori tempo di una valle fuori tempo.
Deve essere stata una di quelle che Jung chiamava “sincronicità”.
Eventi legati da un significato più profondo che non quello della casualità ipotizzabile a prima vista.
O almeno, a me, romanticamente pragmatico o pragmaticamente romantico, mi piace pensare che sia così.
Ho ascoltato attentamente, ho scrutato con curiosità la persona e ho avuto conferma di questa sensazione di preconoscenza.
I temi, gli esempi e il sentire mi facevano pensare più ad uno specchio che ad una controparte.
Tutte le parole che ho speso con Nicolò la sera che l’ho conosciuto e in cui l’ho presentato assieme al suo ultimo libro, sono precipitate inesorabilmente verso una conclusione unica e per me rasserenante.
La sintesi, assolutamente inadeguata, ma sentita è questa.
Non esiste un’altra scelta, se si vuole condurre una buona vita e una vita buona, se non riconoscere la nostra irrimediabile finitezza e limitatezza.
Non esiste alternativa di lungo periodo se non tranquillizzarci e scordarci di essere i padroni del creato.
Che non c’è nulla da cercare e nessun posto dove andare.
Ma c’è solo da esserci qui e adesso o almeno provarci.
Questo è il gioco più alto e interessante.
Quello che dovrebbe essere il vero vivere.
Da non confondere con gli altri giochi, come quello del inventare cose, servizi, vendere prodotti ed idee.
Questo è un meccanismo inventato in questi ultimi secoli.
Destinato a sistemare al meglio le noie e i bisogni di cure di questo mondo in tre dimensioni, fatto di sudore, sangue, lacrime e risate e sospiri.
A volte benefico a volte meno, secondo l’animo di chi ci gioca.
Ma è un gioco facile da praticare dopotutto.
So che è strano sentirlo dire da chi in tutto questo rodeo è immerso profondamente.
Ma questo non significa che non si possa tentare di guardare le cose per quello che sono.
Cose appunto.
Non eternità.
Quello che Niccolò mi ha ricordato è che c’è anche un gusto superiore che non richiede timbri, approvazioni, benedizioni, spot.
Lo cerchi da solo, lo trovi da solo.
Ma se lo godranno tutti.
Grazie.

Sebastiano Zanolli

Sebastiano ZanolliSebastiano Zanolli fa il manager, un manager un po’ atipico, che sceglie un approccio alla professione misto di pragmatismo e di sentimento.
Nato nel 1964 a Bassano del Grappa (Vi), dopo la laurea in Economia presso l’Università di Cà Foscari, incontra alcune grandi aziende, tra cui Adidas, nella quale ha ricoperto il ruolo di direttore marketing in Germania, e Diesel, di cui è stato General Manager per la filiale italiana.
Per 6 anni è stato Amministratore Delegato di 55DSL srl.

Il blog di Sebastiano Zanolli

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