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“L’Italia chiamò”: volti e voci dell’Italia che resiste

Il mio contributo al più grande live streaming di tutti i tempi

 

Oltre cento protagonisti del mondo dello spettacolo, della cultura, della scienza, dell’economia, dell’informazione e dell’innovazione si sono uniti, insieme alla società civile, in quello che è già stato definito il più grande live streaming di tutti i tempi.
L’Italia chiamò” ha preso vita alle sei di ieri, venerdì 13 marzo, ed è andata avanti ininterrottamente fino a mezzanotte, in una diretta web coinvolgente e senza soste. Un lungo collegamento sul canale YouTube del MiBACT – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – e su centinaia di altri siti di news e di emittenti che hanno messo a disposizione le proprie frequenze e i propri spazi.

L’’idea è nata per mostrare, ai noi stessi e al mondo, come sta reagendo l’Italia in questi giorni di necessario isolamento per seguire con responsabilità, verso se stessi e verso gli altri, tutte le regole indispensabili ad arginare il contagio da coronavirus.
Perché “rimanere in casa” non è tempo perduto, ma l’occasione per fare qualcosa di straordinario. Per agire.

Guardate la natura. In certi momenti sembra ferma, immobile. Invece non è così: nella sua apparente immobilità si sta trasformando, si sta preparando al cambiamento.
Questo è ciò che dobbiamo fare anche noi tutti, come comunità. Non fermarci, quindi, ma cercare di governare il cambiamento.

La tecnologia in questo difficile frangente è sicuramente di grande aiuto, perché ci consente di restare protetti nelle nostre abitazioni, ma allo stesso tempo di interagire gli uni con gli altri e col mondo del "L'Italia chiamò": volti e voci dell'Italia che resistelavoro. In questo modo possiamo cercare di indirizzare verso la giusta direzione il cambiamento che sarà in atto. Proprio come fa, da sempre, la natura.

“L’Italia chiamò” è stata pure un’eccezionale maratona di solidarietà per sostenere, con una raccolta fondi, il grande sforzo di medici, di infermieri, di tutti gli addetti del sistema sanitario nazionale e della protezione civile, e per la creazione di nuove postazioni presso i reparti di terapia intensiva.

Ed è stato, infine, un caldo modo per stare insieme, pur con la dovuta distanza, attraverso interviste, poesie e canzoni in streaming dalle case degli artisti, oppure con la messa in scena di frammenti di festival culturali, produzioni teatrali,"L'Italia chiamò": volti e voci dell'Italia che resiste
concerti, mostre sospese.

E poi tante storie in diretta. Quelle di chi sta tenendo aperte le scuole attraverso la tecnologia, assicurando a migliaia di ragazzi la continuità didattica.
Quelle degli imprenditori e dei manager che, con lo smart working, stanno reinventando le proprie aziende per continuare a essere le protagoniste del tessuto produttivo del nostro Paese.
Quelle di tanti artigiani e wwworkers distribuiti in ogni angolo d’Italia, che continuano ad animare le loro piccole imprese sfruttando le leve del digitale.

Diciotto ore per dare un apporto al “risorgimento” del nostro Paese. Un modo per contribuire a cambiarne la narrazione e mostrare a tutto il mondo la sua capacità di reazione.

Anch’io, naturalmente, ho voluto dare il mio contributo a questo grande stupefacente affresco dell’Italia che resiste.
Ecco a voi il mio video-messaggio.

                              Niccolò

 

 

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