Siamo veramente consapevoli del tesoro Terra in cui abitiamo?


Siamo veramente consapevoli del tesoro Terra in cui abitiamo?

Acque e cieli più limpidi, canti di molte specie di uccelli anche nelle città, vegetazione sempre più rigogliosa: il messaggio non poteva essere più chiaro

 

Nei giorni scorsi, leggendo i molti riferimenti della stampa alla Giornata della Terra, mi è capitato di fare una piccola scoperta.
Anche se spesso non viene menzionato, è stato un attivista per la pace, John McConnell, a proporre la celebrazione per la prima volta nel 1969, nel corso di una conferenza dell’Unesco a San Francisco.
John, allora, definì l’Earth Day come il giorno in cui le
persone di tutto il mondo avrebbero considerato in che modo lavorare tutte insieme per la pace, la giustizia e la cura della Terra.
La città di San Francisco accolse subito il suo appello.

A quel tempo ancora non si parlava di riscaldamento globale, di buco dell’ozono, di scioglimento dei ghiacci o di migrazioni climatiche.
Tuttavia McConnel, che da ragazzo aveva lavorato in un laboratorio chimico, aveva già una lucida visione dei danni che avremmo inferto al pianeta attraverso un utilizzo sconsiderato della plastica.

Ma il suo obiettivo più elevato era la pace in tutto il mondo e ciò lo conduceva a una chiara consapevolezza: promuovere la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto delle risorse del pianeta, significava innanzitutto coinvolgere il mondo intero attraverso lo scambio di conoscenza, il confronto civile e l’aperto dialogo.
L’anno dopo le Nazioni Unite accolsero questa sua istanza. L’appello fu sancito da una proclamazione scritta dallo stesso John McConnell e firmata dal Segretario generale delle Nazioni Unite U Thant.

Nel frattempo, ne sono successe di cose…
Sfortunatamente, però, non quelle attribuibili a una logica e sensata successione dei fatti.

Oggi la Giornata della Terra coinvolge ogni anno 193 Paesi, un mese e un giorno dopo ogni equinozio di Senza la nostra azione devastante la Terra rifiorisceprimavera.
Tuttavia, invece di onorare questo splendido pianeta, di circondarlo di tutte le possibili cure per preservarlo e per ringraziarlo di tutta la bellezza che ci regala a ogni latitudine, che cosa abbiamo fatto?

Abbiamo prodotto in modo forsennato, senza curarci delle montagne di rifiuti che stavamo emettendo. Abbiamo riversato tonnellate di plastica nei mari. Abbiamo saturato l’aria con polveri sottili.
Abbiamo inquinato anche l’acqua e il suolo.Senza la nostra azione devastante la Terra rifiorisce
Abbiamo assistito a desertificazioni e catastrofi naturali. Abbiamo distrutto interi ecosistemi, senza nemmeno porre attenzione alla salvaguardia delle risorse non rinnovabili. Abbiamo favorito l’estinzione di specie animali e vegetali.

Ora alcuni scienziati di ogni parte del mondo stanno cercando di spiegarci che l’azione di un virus come questo non è una fatalità. È molto importante che non si spezzino gli ecosistemi.

“Siamo davvero una specie animale, legata in modo indissolubile alle altre, nelle nostre origini, nella nostra evoluzione, in salute e in malattia.

Sono parole di David Quammen, giornalista e divulgatore scientifico, che nel 2012 aveva pubblicato “Spillover”, un saggio narrativo sulla diffusione dei nuovi patogeni.
Ora il suo libro è tornato di urgente attualità, e suona addirittura profetico per la precisione delle modalità con cui aveva previsto la diffusione di questa pandemia.

Senza la nostra azione devastante la Terra rifiorisceSiamo parte della natura,” scrive ancora David Quammen, “di una natura che esiste su questo pianeta e solo su questo. Più distruggiamo gli ecosistemi, più smuoviamo i virus dai loro ospiti naturali e ci offriamo come ospite alternativo. Siamo troppi, 7,7 miliardi di persone, e consumiamo risorse in modo troppo affamato, a volte troppo avido, il che ci rende una specie di buco nero al centro della galassia: tutto è attirato verso di noi. Compresi i virus.”

Questo è anche il senso della lettera-appello, elaborata per la Giornata Mondiale della Terra 2020, da un gruppo di studiosi italiani: filosofi, economisti, antropologi, missionari, medici, esperti di energia, teologi.
«L’epidemia provocata dal nuovo virus SARS-CoV-2, con il suo tragico carico di morti e miseria, serva da insegnamento», vi si legge.

«La Terra è un macrorganismo vivente in cui tutto si tiene: biologia, ecologia, economia, istituzioni sociali, giuridiche e politiche. La salute di ciascun individuo è interconnessa e dipendente dal buon funzionamento dei cicli vitali del pianeta».

E ancora: «In quanto esseri umani siamo parte della natura. Esistiamo gli-uni-con-gli-altri, in reciproca connessione…». Potete leggere QUI la lettera al completo.Senza la nostra azione devastante la Terra rifiorisce

Intanto, in questo periodo di lockdown in cui noi esseri umani abbiamo dovuto necessariamente rinchiuderci nelle nostre abitazioni e fermare la nostra folle corsa, la Terra ha già cominciato a rifiorire.
Acque e cieli più limpidi, canti di molte specie di uccelli anche nelle città, vegetazione sempre più rigogliosa: il messaggio non poteva essere più chiaro di così.

Allora, quando sarà il momento di ripartire dovremo farlo con più rispetto, più cura, più amore per questa meravigliosa casa che ci ospita e per tutti gli altri esseri viventi che la abitano insieme a noi.

Dovremo finalmente aderire a un modello di Economia Consapevole che, senza trascurare il ritorno finanziario, rispetti la persona e il valore della vita e smetta di consumare il pianeta giorno dopo giorno, addirittura oltre la sua capacità di rigenerarsi.

Non è certo un caso che a lanciare l’Earth Day sia stato un sostenitore dell’armonia tra i popoli: ci potrà essere un futuro, ma solo grazie alla convivenza pacifica tra piante, animali, cose e persone.

                                                                           Niccolò

Senza la nostra azione devastante la Terra rifiorisce