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Per imparare tutti insieme che mettere gioia nel proprio lavoro è possibile

Ho incontrato per la prima volta Richard Romagnoli il marzo scorso, a Milano Marittima, nei giorni dedicati alla “Festa di Energie” che ci ospitava entrambi.
Devo dire che sono stato subito colpito dalla sua risata travolgente. Ma ancora di più dalla sua capacità di comunicare con calore e semplicità, coinvolgendo davvero le persone che gli si erano avvicinate per apprendere le tecniche utili a liberare la loro “risata interiore”.

Dopo averlo visto all’opera con tanta efficacia, ho deciso di invitarlo anche in Branca, a Milano, perché tutte le persone che vi lavorano potessero sperimentare quella sensazione di profondo benessere che avevo sentito diffondersi tra tutti in quell’occasione.

Del resto, portare il sorriso negli ambiti lavorativi, è uno degli obiettivi più immediati dell’Economia della Consapevolezza.
Per questo è necessario fare affidamento sulle risorse psicologiche ed emotive che, aiutando le persone e le organizzazioni a uscire dalle pericolose sabbie mobili del pessimismo e dell’inerzia, le ancorano invece a prospettive di motivazione e di fiducia.

Innanzi tutto dobbiamo assolutamente sfatare l’idea che il lavoro, in quanto tale, è solo un luogo di tristezza, di noia, di doveri opprimenti, in cui attendere abulicamente l’arrivo del venerdì.
In fondo, ognuno di noi dedica alla propria professione almeno otto ore al giorno: come potremmo rinunciare all’entusiasmo, alla gioia, al sorriso, per ben otto ore della nostra vita, ogni giorno?

Inoltre, è il momento di capovolgere definitivamente quel paradigma che identifica la cupa seriosità con la serietà di un’azienda. La logica secondo la quale, sorridere nei luoghi di lavoro non è indice di affidabilità e di professionalità. [quote style=”4″]Le aziende per essere serie non devono essere tristi![/quote] In Branca ognuno è chiamato a dare il proprio contributo positivo, anche attraverso critiche costruttive e proposte di cambiamento. Ed è un impegno, da parte mia e dell’azienda, accendere la luce di un autentico sorriso sui volti di tutti coloro che partecipano al progetto.

Anche per questo, giovedì pomeriggio, ci siamo tutti riuniti (operai, dirigenti, impiegati, ex-dipendenti, neo assunti) in Sala Conferenze, pronti ad affrontare il nostro Workshock della Risata.

Richard Romagnoli risiede da tempo con sua moglie Sara e le loro bambine a Puttaparthi, uno dei più visitati centri spirituali del sud dell’India, dove ha fondato il Club della Risata.
Subito ci ha spiegato che il suo training si basa sulle tecniche del Laughter Yoga (in sanscrito, Hasya Yoga), introdotte vent’anni fa dal dott. Madan Kataria, il medico indiano presso il quale ha studiato. Oggi queste tecniche sono praticate da milioni di persone in più di 65 Paesi nel mondo.

Una bella risata, come tutti sappiamo, ci permette di alleggerire le difficoltà quotidiane, ci aiuta a connetterci con chi ci sta accanto, e migliora la qualità della nostra vita.
Il Laughter Yoga combina esercizi che stimolano la Risata Incondizionata con il Pranayama, la respirazione yoga che armonizza corpo e mente, apportando una maggiore ossigenazione al cervello e rinforzando il sistema immunitario.

Mentre, ridendo, abbandoniamo le tensioni emotive, nel nostro cervello aumenta sia la produzione di serotonina, un potente antidepressivo naturale, che di endorfine, in grado di diminuire le sensazioni dolorose.

Giovedì, durante il suo Workshok in Branca, Richard ha veramente saputo toccare il cuore di tutti.
Guardandomi intorno, ho potuto costatarne l’effetto immediato.
Le risate, il calore, il modo in cui le persone si muovevano nella grande sala e cercavano il contatto con le altre persone, a cui si avvicinavano con semplicità, a cui tendevano la mano e guardavano intensamente e a lungo negli occhi.
Persone, forse, per anni soltanto intraviste in mensa o su un ascensore dell’azienda. Oppure, persone con cui stavano lavorando fianco a fianco da tempo, ma che ora, all’improvviso, vedevano in una luce diversa.
Il grande coinvolgimento era percepibile nell’aria, man mano che si sprigionavano le emozioni e, pur col sottofondo di molte risate, non è stato così raro vedere anche occhi lucidi e qualche lacrima liberatoria.

Richard ha concluso l’incontro insegnando la tecnica emozionale del “C.A.T.C.H.” (Control your Action, your Thought, your Character, your Heart), con cui è possibile catturare la meravigliosa energia delle emozioni positive, accumularla nel cuore e poi richiamarla a supporto dei momenti più difficili di una giornata.

Far scaturire dal profondo il potere della risata interiore significa lavorare con il sorriso sulle labbra, liberi dalle tensioni negative. Concentrarsi su quello che si fa, invece che su quello che si riceve in cambio.
Inoltre, lo abbiamo sperimentato tutti, i sorrisi illuminano i nostri pensieri e sono contagiosi come gli sbadigli. Perciò, lavorare fianco a fianco con un gruppo di colleghi amichevoli e sorridenti aiuta a sopportare lo stress, rendendo meno faticose le mansioni che si svolgono quotidianamente e migliorando la propria soddisfazione.

Infine sono convinto che, nella professione, il miglior successo personale è quello che può essere condiviso.
Possiamo anche raggiungere traguardi ambiziosi, ma se non condividiamo con gli altri la gioia dell’evento, sarà tutto molto meno gratificante.
E un sorriso o, meglio ancora, una calda e genuina risata, non è il modo migliore per esprimere la nostra gioia nella vita e nel lavoro?

Il sorriso è un messaggio di pace istantaneo, come quelli che ci donano i bambini appena nati, esprimendo la loro gioia, la loro contentezza con un sorriso pieno di amore. Ridere avvicina a Dio, al Maestro Interiore. Quando esprimiamo la nostra risata stiamo decidendo di andare avanti, alla scoperta del vero senso della vita.

(dal libro “Ho imparato a ridere” di Richard Romagnoli)

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10 comments
  1. Lucia Donati says:

    Il sorriso apre e fa sentire ricchi. La gioia nel lavoro arricchisce tutti coloro che vi sono coinvolti. Si tratta di un guadagno collettivo.

    • Niccolò Branca says:

      E’ proprio vero quello che hai scritto, Lucia.
      Anche il detto popolare “Cuor contento il ciel l’aiuta” invita ad aprirsi al sorriso. Distendere l’animo e lo sguardo, vivere ogni giornata lavorativa come un dono inaspettato, migliora sia la qualità del tempo speso che i risultati finali.
      Grazie per il tuo messaggio

      Niccolò

  2. Giovanni Baldelli says:

    Tema affascinante che coinvolge mente e cuore, razionalità ed emotività, equilibrio e sentimento. Sorridere e ridere, due atteggiamenti del corpo e dello spirito che comprendono due modalità di vita. “Risus abundat in ore stultorum” (il riso abbonda nella bocca degli stolti) dicevano i latini, intendendo così condannare l’eccesso stupido del ridere fine a se stesso, senza alcun significato intellettivo se non l’incapacità di valutare e dare significato alla propria vita.
    Sorridere, invece, alla vita ed a tutte le sue componenti (compreso il lavoro) significa sprigionare quell’energia positiva che l’intelligenza umana possiede e che, tante, troppe volte, viene da noi stessi sprecata.
    Complimenti per la bellissima iniziativa che, ancora una volta, contraddistingue Lei e la Sua azienda.
    Nella speranza di poterLa reincontrare La saluto molto cordialmente.
    Giovanni Baldelli

    • Niccolò Branca says:

      Caro Giovanni, che bella sorpresa risentirla!

      In effetti, ciò che cerco di seminare è l’importanza di raggiungere – ma anche mantenere – l’equilibrio in ogni cosa.
      Se l’eccesso di riso senza senso riflette senza dubbio una vuota stoltezza, la troppa seriosità conduce inevitabilmente verso una cupa tristezza e una scarsa positività. E queste non portano mai nulla di buono nella vita.

      Dico spesso che il mio obiettivo è far sì che la gente venga a lavorare felice, perché credo davvero che sia possibile lavorare con felicità. Sono convinto inoltre che siano proprio la passione e la Presenza che mettiamo in ogni nostra azione a portare il bene, sia quello personale che quello riferibile all’intera società.
      Le mando i miei migliori saluti: sarà un piacere anche per me incontrarla ancora.

      Niccolò Branca

  3. raffaella says:

    “il miglior successo personale è quello che può essere condiviso”. Un concetto bellissimo, al pari dell’esperienza che avete fatto in azienda. Un approccio molto spirituale che sta insieme all’idea buddista di togliere la sofferenza e dare la felicità a chi ci sta intorno… Ma anche molto concreto perchè il successo per essere tale deve essere tangibile.
    Grazie per il racconto sorridente.
    Raffaella

    • Niccolò Branca says:

      Cara Raffaella, lavorare con felicità è sicuramente possibile ed è fondamentale che un’impresa persegua l’obiettivo di creare l’ambiente e le condizioni perché questo avvenga.

      Nel tuo messaggio sottolinei un concetto di grande importanza.
      In effetti, tutti noi possiamo fare molto per sottrarre sofferenza e aumentare la felicità altrui. Consapevoli però che ognuno la felicità deve anche volerla e darsela.
      Grazie per le tue parole.
      Un caro saluto

      Niccolò

  4. Maurilio Brini says:

    Mi chiamo Maurilio ,sono un’amico di Richard . Ho letto la tua bella storia , che mi è stata consigliata da Jonathan Falcone del ‘esoterica . Complimenti di cuore !
    E dopo tutte queste ” premesse /coincidenze “…….una domanda ,
    Ci possiamo conoscere ?
    Sarei onorato ! 334 ……

    • Niccolò Branca says:

      Caro Maurilio,
      ti ringrazio molto per aver letto il mio libro e per il tuo messaggio caloroso.

      In questo periodo una serie di impegni mi portano continuamente all’estero e fatico davvero a ritagliare tempo per me stesso e per gli incontri di presentazione del libro.
      Ma anche a me farebbe conoscerti.
      Rimani sintonizzato sul blog per leggere dei prossimi eventi: presto si creerà di sicuro qualche occasione.
      Un caro saluto

      Niccolò

      • Maurilio Brini says:

        Vabbe’ , io ci riprovo . Sono testardo .
        Caro Niccolo’ ,ti do’ del TU ,avendoti letto con passione.
        Oggi facendo gli Auguri al nostro Richard , mi sei venuto in mente
        e ci riprovo . Vorrei mettere a tua disposizione la mia esperienza
        di comunicatore . Scusa la presunzione, ma alla facolta’ dell’intuito,
        mi hanno insegnato a cercare sempre persone in risonanza .
        Quando ci vediamo ? mi devi un’autografo .
        Ciao Maurilio

        • Niccolò Branca says:

          Caro Maurilio,
          grazie per la passione che hai messo nella lettura del mio libro.
          Sono in partenza per l’Argentina dove mi tratterrò per tutto il mese.
          Ti chiederei ti chiamare la mia assistente all’inizio di dicembre, così cercheremo di incontrarci prima di Natale. Altrimenti, dovremo rimandare all’inizio del 2016.
          A breve ti farò scrivere in privato per stabilire i contatti.
          A presto

          Niccolò